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Why I love Loki

When I like a character I usually go in a frenzy rampage and I search every tiny bit of information ever written about him.
This happened with Gambit, Northstar and a couple of years ago with Loki. Not the Marvel one, the mythological one.
Let’s be completely honest. I started reading (and liking) Thor’s comics with Straczinsky and I fell a little in love with the Lady Loki. I loved her/him in Siege and I cried like a little baby when in the end he died.
When I was a little girl I was in love with the Greek mythology, so it was perfectly logical to me as an adult to became obsessed with the Norse one.
I started flipping through websites collecting everything that I found interesting (and fell a little in love with the comic Valhalla) and in the end in my mind there were two distinct Loki for me to love:
- Marvel Loki
- the Loki in my head… more similar (I hope so…) to the myth one
I was happily dancing around with these two amazing people in my head, lamenting how sad it was that the fandom for the first one wasn’t so big, when the Thor movie came out.
I went to the cinema with my friends all the while tormenting them with “how awesome it was to finally see Loki in a movie” and “OMG I hope that this will bring him more fans”.
Obviously I didn’t quite expect the fans reaction.
Loving Loki became popular so quickly to take my breath away. I was so desirously happy to have new and more people to share my passion with. Then I became a little deluded and all hipster like.
“I LOVED HIM BEFORE THE POPULARITY”
I wanted to scream at everyone. Yeah, I’m strange like that.
This fandom Loki, was slightly different to the Marvel one I fell in love with. His past history (even with all the rewrites) was different and, in my opinion, more tragic. My Thor and Odin were big assholes and my Loki a self-absorbed, adorable, calculating, little bitch… and I loved him for it. He was not a puppy, but a tiger in disguise (I’m not writing this with the intention of causing polemics. It’s more a personal rambling, please don’t take offence).
Now I’m more and more in love with the Norse myths and sometimes I dream (literally… my nights are full of strange dreams) about the Loki-who-lives-in-my-head meeting with the Avengers.
These dreams are full of mistrust, mirror Asgards, things on fire, Cap being awesome, Thor meeting Thor, myth-Loki chatting with kid-Loki, Ikol, magic, shenanigans and other strange things that made me realize that my mind is really a beautiful place to be.
But even if it’s crowded with people, it’s so utterly lonely to be me.

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Yesterday "Thor: tales of Asgard" finally hit my comic store.
Even if the animation could have been better I loved it ^_^ It was funny and entertaining and I deeply suggest everyone to watch it

I thought to do some caption 'cause, hey Loki and Thor in this are simply too adorable to not do this ;)
(I hope to not fail spectacularly with the "under the cut" thing)

Here some "Loki being is adorable self"





Splash!




Miao! (well...actually was more a "sit down", but the first thought that crossed my mind was "OMG! Kitten Loki!!")




Thor was pretty adorable too




Thor explaing his conception of "magic" to Loki XD


Some of our beloved boys together







And this moment broke my heart



Fanfiction: Impotence

Titolo: Impotence Titolo del capitolo: Impotence Personaggi: Generi: Triste, Malinconico, Introspettivo Rating: Giallo Avvertimenti: Slash, Flashfic

Ambientata quindici anni prima del 1985, vede un giovane Ozymandias riconsiderare la possibilità di condividere i propri progetti futuri con anima viva, in seguito ad un litigio con Edward.

Ispirata a fatti realmente accaduti a livello personale, la storia contiene richiami alla coppia Ozymandias/Comico, se la cosa vi offende evitate di leggere.

Quanto tempo fa era successo?

Ormai era diventata una sorta di routine saltarsi addosso, litigare per qualunque sciocchezza e riempirsi di botte. Nessun colpo raggiungeva mai l’altro. Nessun pugno era tirato con forza.

I centodue chili di Edward non potevano rivaleggiare con la sua rapidità. Era più esile, più giovane e infinitamente meno esperto del Comico, ma finiva immancabilmente per vincere.

Finchè la realtà della situazione non lo aveva investito come un treno in corsa.

Non si ricordava precisamente il motivo della lite, solo, questa volta, avevano fatto sul serio.

Si erano insultati e urlati contro, almeno fino a quando Edward, incapace di averla vinta a parole, era passato ai pugni.

L’impatto sulla spalla era stato devastante, la sua replica non altrettanto.

Il secondo colpo gli aveva fatto mancare l’aria dai polmoni.

Per un attimo la sua mente era diventata una stanza bianca. Gli aveva urlato di andarsene.

Ed il Comico se ne era andato.

Quanto tempo fa era successo?

Quella volta sulle rive del porto non aveva fatto così male. Era stato in ospedale per un paio di giorni con due costole incrinate, ma non aveva fatto così male.

Non come un orgoglio ferito.

Si domandava perché avessero litigato e come avrebbero fatto pace. Perché avrebbero fatto pace.

Di questo ne era sicuro. Ci sarebbero stati silenzi imbarazzanti e avrebbero ripreso il filo delle loro vite come se niente fosse accaduto. Era così che funzionava tra loro.

Era così l’unico modo in cui avrebbe potuto funzionare.

Così quando la porta di casa si era riaperta Adrian era rimasto sorpreso, stupidamente raggiante e atterrito allo stesso tempo.

Sei tornato per uccidermi? Era un pensiero talmente stupido che si era impedito di formularlo.

Edward era entrato e si era messo a parlare. Aveva sminuito i motivi della lite e la loro stupidità.

L’aveva abbracciato. Adrian stava piangendo.

Non si ricordava esattamente quando aveva iniziato a piangere, qualcosa come tra quando Edward era entrato e quando si era messo a parlare.

Si stava scusando di averlo colpito.

Adrian aveva sorriso. Si sentiva ridicolo.

A colpirlo non era stato Edward che si chinava a baciarlo goffamente sulla fronte, ma la sua impotenza.

Non si era accorto fino a quel momento quanto l’altro fosse effettivamente pericoloso.

La realizzazione della sua impotenza nei confronti del Comico lo lasciava paralizzato sul posto.

L’ignoranza è una grazia. Non avrebbe voluto saperlo.

Soprattutto ora, quando tutto iniziava a delinearsi nella sua mente con terrificante chiarezza, non avrebbe voluto sapere cosa sarebbe stato inevitabile.

Voleva fare finta di niente, andare nell’altra stanza e fare l’amore.

E crogiolarsi ancora per qualche istante nella sua debolezza.

Quando parlo di impotenza nei confronti di un’altra persona (specialmente se si parla di Ozymandias) non intendo quella fisica (e il mio cervello parte per la battuta facile con tanto di canzoncina) bensì quella spirituale.

Se si lascia entrare qualcuno nella propria sfera privata si finisce per diventarne dipendenti.

Succubi in un certo senso.

Realizzare di non poter effettivamente costringersi ad odiare o ferire l’altro, porta a comprendere di essere in una posizione di svantaggio. Effettivamente ad essere impotenti nei suoi confronti.

Nella storia Adrian si rende conto dell’inconciliabilità tra la sua sfera affettiva personale ed il piano che sta per intraprendere e ne rimane atterrito.

La consapevolezza di essere condannati alla solitudine era ciò che volevo descrivere ^^ Spero di esserci riuscita. W le OzyCom.

Uff

So many things to do and so little time
I have script's homework to do for tomorrow and I won't to do anything
Sigh
My life sucks
And what scares me most about it it's that this fact makes me deliriously happy (I had a pink inner mind...)

It's been a long time

Now, now...
Finally the past month I started to go to the "International comics' school" of Torino.
I've improved so much in my skill that I'm delirusly happy about it.

Work this out

I seriously have to start working about this: how can I be so good in understanding the english when is written, but I'm at loss when it cames to write?!
So, I have to improve myself for the day when I'll go to Marvel Buahahahha ( yes, yes wait and hope... there is a way to say "aspetta e spera" in english?)
Argh my brain is fuming right now and I'm very sure that all that I have written until here is a very big and green disaster... sigh, maybe I have to switch to italian ( where, is incredible, I can write quite well)
I have to work for the Northanger's cover siiigh and tomorrow I have a science test to prepare and yesterday I actually looked in my sketch album only to discover that I have so many project on going and not nearly one finished. My life is a living nightmare ( too much maybe.. but these weeks I have also theatre to work out. Someone, somewhere kill me now).

Ohibaboi!

Ok finalmente tentiamo di approdare anche su LJ... non che non sapessi proprio niente su LiveJournal, ma mi ero sempre limitata ad assistere agli altrui Journal ( soprattutto di scans & CO) evitando quanto più possibile di impataccarmi in qualsiasi altra funzione superiore per il mio povero cervellino così tranquillamente schematico...
Non è più così, bhè mi sembra logico visto che sono qui a scribacchiare i miei pensieri incoerenti su una tastiera appoggiata in equilibrio precario tra la scrivania in (simil)legno ed il bordo della tavoletta Wacom.
Si perché per i 18 anni abbiamo ottenuto finalmente la tavoletta grafica (uooooh) dopo soli tre anni di scartavetramento continuo e logoramento spirituale dei miei poveri gentori che probabilmente rimpiangono i giorni in cui insistevo per avere un gatto...
Eh sì in effetti la maggiore età è qualcosa che a livello cerebrale deve essere ancora acquisito, anche se vedendo la community di "maggiorenni" da cui sono circondata, mi rendo improvvisamente conto di essere una persona alquanto matura ( per quanto possa esserlo una persona che non meno di una settimana fa si è messa ad urlare come un'invasata davanti al tubo catodico nell'udire la voce del suo "Raito-kun")
Decisamente ho bisogno di uscire un po' di più...
Non che mi vergogni di me stessa sia chiaro, sono molto orgogliosa della mia follia e del mio vivere al di fuori dal mondo, soltanto che a volte mi sento come se mi mancasse qualcosa. 
Sarà che vivendo ho smarrito talmente tanti pezzi di me per diventare quella che sono ora che, per quanto questo mio essere composito stia disperatamente cercando di mettere di nuovo insieme almeno un pallido riflesso di un essere umano, non potrò mai più essere completa.
E' una cosa disturbante.
18 anni significano anche patente... non che la cosa mi tocchi particolarmente, anche se l'ultimo dei due esami sia stato proprio oggi ( e che ovviamente io l'abbia passato) sinceramente non mi lascia addosso la benchè minima eccitazione.
Sarà una cosa dei ragazzi del '90 suppongo, questa accidia, la voglia di vivere lasciandosi trasportare dal flusso limitandosi a seguire le tappe che la società (aka la famiglia) impone come obbligatorie, sarà che siamo stati abituati troppo bene su certe cose tanto da non avvertire la necessità di una maggiore libertà di movimento, sarà che siamo stati troppo vessati per desiderarla, la libertà, o per crederla ancora possibile.
Ma alla fine, forse, sarà una cosa solo mia.